Informazioni per la visita
- Accesso libero, tutto l'anno. La cappella è visitabile dall'esterno lungo il sentiero.
- Sentiero di accesso che parte dal paese di Rovio.
- Scarpe adatte all'escursionismo: il sentiero è di montagna.
La «Geseta da San Rocc», alle porte di Rovio: un piccolo oratorio di montagna salvato dall'oblio e riportato alla luce, lungo l'antico Sentiero del Risiolo.
La dedica a San Rocco è molto comune e popolare in tutta Europa, associata alla protezione dalla peste. La cappella alle porte di Rovio ne conserva la memoria lungo un cammino di montagna quasi dimenticato.
Un rudere nascosto tra i rovi, perduto nel bosco sotto la strada asfaltata che sale da Melano. Così appariva da decenni, fino alla primavera del 2020, la Geseta da San Rocc, che un tempo salutava i viaggiatori al termine del Sentiero del Risiolo, la "via aspra e tortuosa di montagna" che conduceva al paese di Rovio. Il difficile cammino venne intrapreso il 25 settembre del 1627, nel corso di una sua visita pastorale nella Val Mara, anche dal vescovo di Como Lazzaro Carafino, il primo a nominare "l'oratorio di San Rocco, nel quale si celebra la Messa una volta la settimana".
Nel 1857, dopo una delle ultime esplosioni della peste, il santuario di San Vigilio, poco più in alto, venne ampliato aggiungendovi una cappella laterale dedicata allo stesso santo, tradizionalmente venerato come protettore dalla malattia. Qui venne probabilmente trasferita una statua che era conservata nel "sacello ormai diroccato che ancora si può vedere sul vecchio sentiero che scendeva a Melano", come scriveva nel 1993 l'ex parroco di Rovio, Don Lorenzo Tami. L'ultimo documento storico, datato 1915, registra il pagamento di 4,50 franchi per l'affitto annuale della cappella, di proprietà della Parrocchia, da parte del Patriziato di Rovio.
La Geseta da San Rocc è rappresentata anche in un interessante ex voto su legno datato 26 dicembre 1700, conservato nel santuario della Madonna del Castelletto di Melano. Si riferisce allo scampato pericolo di un allievo dei padri Somaschi di Lugano, col cappello a tricorno, scivolato durante un'escursione invernale sul Generoso. L'incidente dovrebbe essere avvenuto sul pericoloso traverso del vecchio sentiero tra Melano e Rovio, subito prima della cappella. Questo tratto di sentiero venne completamente abbandonato a partire dalla costruzione della nuova strada carrozzabile, tra il 1806 e il 1825.
La dedica a San Rocco è molto comune e popolare in tutta Europa, associata alla protezione dalla peste. Ricorda il santo vissuto tra il 1347 e il 1379, nato in una famiglia agiata di Montpellier, molto devoto a San Francesco d'Assisi. A vent'anni, dopo la morte dei genitori, distribuì tutti i suoi beni ai poveri, incamminandosi da pellegrino verso Roma lungo la via Francigena. Rocco da Montpellier si dedicò in particolare alla cura degli ammalati, che riusciva a guarire con i suoi poteri. Contagiato egli stesso dalla peste, dilagante in quegli anni, si isolò in una grotta della val Trebbia, dove venne accudito da un cane che gli portava da mangiare. Appena guarito, continuò la sua missione tra gli appestati. Morì solo e dimenticato a 32 anni in un carcere di Voghera, scambiato per una spia e rinunciando a difendersi.
“Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello.”Dalla tavoletta incisa ritrovata accanto al corpo di San Rocco
Accanto al suo corpo venne ritrovata una tavoletta incisa con queste parole: "Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello". La canonizzazione avvenne durante il Concilio di Costanza del 1414 e dopo la processione con l'immagine del santo la città fu liberata dall'epidemia di peste che la stava devastando.
L'edificio dedicato a San Rocco, alle porte di Rovio, è un tipico esempio di architettura alpina tradizionale.
A pianta quadrata, addossata ad una roccia e con solide mura in pietra, ha conservato fino ad oggi la volta a croce diagonale in tufo calcareo e tracce di un affresco su una parete, del quale resta una minima traccia di colore. Dopo un primo lavoro di pulizia iniziato nel 2014, con l'accordo della famiglia Groppi, proprietaria del terreno, il Comitato direttivo della Pro Generoso Ovest è riuscito a coinvolgere la Parrocchia di Rovio e il Cantone e quindi finanziare un attento restauro conservativo, che ha ridato vita all'antica cappella.
I lavori sono terminati nell'aprile del 2020, con la posa del tetto che oggi protegge la volta originale e l'apertura di un nuovo sentiero di accesso dal paese di Rovio.
Primo lavoro di pulizia del rudere, con l'accordo della famiglia Groppi, proprietaria del terreno.
Consolidamento delle mura in pietra e degli archi: il Comitato direttivo coinvolge la Parrocchia di Rovio e il Cantone per finanziare il restauro conservativo.
Conclusione dei lavori con la posa del tetto che protegge la volta originale e l'apertura di un nuovo sentiero di accesso da Rovio.
Gli scatti del cantiere del 2017 e la cappella restaurata: il racconto per immagini di un recupero durato anni.
La Geseta da San Rocc è raggiungibile a piedi lungo il nuovo sentiero di accesso da Rovio.